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Musei

Raccolta Manzù

La storia recente di Ardea è legata a quella di uno dei massimi scultori italiani, Giacomo Manzù. E’ il 15 ottobre del 1964 quando l’artista, originario di Bergamo – il cui vero cognome era Manzoni – decide di trasferirsi a Campo del Fico, uno dei pianori a poca distanza dall’Acropoli. Si era innamorato di questo territorio, a pochi passi dal mare, quando arrivò a Roma per la realizzazione di quella che poi sarà la porta della Morte nella Basilica di San Pietro, in Vaticano. La Raccolta Manzù è nata grazie al Comitato amici di Manzù nel 1966. Qualche anno più tardi, nel 1969, viene inaugurata ed esattamente dieci anni dopo viene donata allo Stato. La sua apertura al pubblico è del 1981. Negli spazi espositivi si può vedere l’intera storia artistica dello scultore, dagli anni Venti (il bassorilievo Adamo ed Eva, con un cagnolino che rappresentava, all’epoca, la sua firma), fino ai suoi studi sulla luce e sulla plasticità delle forme, come il David del 1937. Poi, è stata la volta del suo amore con una ballerina della Sommerakademie di Strasburgo, Inge Schaebel, che diverrà negli anni Cinquanta la sua musa ispiratrice (nella Raccolta di Ardea diverse sculture sono state realizzate sotto la sua ispirazione). Nelle sale espositive, sette elaborazioni sul tema dei Cardinali e su Papa Giovanni XXIII con il quale fu legato da profonda stima. Nella Raccolta, anche i bozzetti delle porte del Duomo di Salisburgo (la porta dell’Amore) e per quello di Rotterdam (la Porta della Pace e della guerra).

Nel Museo – che dipende dalla Galleria nazionale d’arte moderna di Roma – ci sono circa novanta sculture e 300 sue opere grafiche. Nel giardino, la tomba del maestro.

Dov’è

Via Laurentina, km 32.800

Orario di apertura: tutti i giorni dalle 9 alle 19.30 – Ingresso gratuito

Telefono: 06 9135022 – 06 32298425

Fax: 06 3221579

Sala museo Franco Califano

In una sala dell’istituendo museo civico (in via Laurentina) gli amici del cantante – sepolto nel cimitero comunale di via Nazareno Strampelli – hanno voluto allestire uno spazio con tutti i suoi ricordi. Tra questi, la lettera che Mina scrisse a Califano, la collezione dei suoi 22 Lp.

Per prenotazioni per le visite è possibile inviare una e-mail a: califfa@corsaro.it o via sms al numero 348.7636119 (Donatella Diana)


The Museums

Manzù Museum

Ardea’s recent history is closely related to that of one of the most famous Italian sculptors, Giacomo Manzu. It was the 15th of October of 1964 when the artist, from Bergamo – whose real surname was Manzoni – decided to move to Campo del Fico, one of the plateaus close to the Acropolis. He fell in love with this territory, close to the sea, when he had arrived to Rome to create what would then become the St. Peter Door of Death, in the Vatican. In 1981, the Manzu Collection opened to the public, born thanks to the Manzu Friends Committee of 1966. Among other works, the following can be found in the exhibition spaces: the bas-relief “Adam and Eve with a puppy”, the seven creations on the theme of the Cardinals and on Pope John XXIII and finally the sketches of the Salisburg and Rotterdam Domes’ doors. The Museum has around ninety sculptures and 300 of his graphic works. His tomb lies in the museum’s gardens.

Franco Califano Museum Hall

In a hall in the City’s Museum (in Laurentina Street) the friends of the singer – who is buried in the city graveyard in Street Nazareno Strampelli – decided to open a space to remember the artist. Among the memories presented here are the letter he received from Mina and the collection of his 22 LPs.


Die Museen
Das Manzu Museum
Ardeas jüngste Geschichte hängt eng mit dem berühmtesten italienischen Bildhauer Giacomo Manzu zusammen. Es war der 15.Oktober 1964, als der Künstler aus Bergamo – bürgelicher Name Manzoni – entschlossen hat nach Campo del Fico zu ziehen, eins der Hochgebiete in der Nähe des Akropolis. Er verliebte sich in das Gebiet, in der Nähe des Sees. als er nach Rom kam um etwas zu schaffen, was später zu „Porta della Morte“ (Tür des Todes) in Vatikan wurde. 1981 wurde die Manzu Kollektion der Öffentlichkeit gezeigt, dank der Manzu-Freunde-Komitee 1966. Außer anderen Werken, sind die folgenden in den Ausstellungsräumen zu finden: Tiefdruck „Adam und Eva mit einem Welpen“, die sieben Werke zum Thema der Kardinäle und Papst Johannes XXIII und schließlich die Skizzen der Tore des salistischen Doms und Rotterdamer Dom. Das Museum hat um 90 Skulpturen und 300 seiner graphischen Werke. Sein Grab liegt in den Gärten des Museums.
Franco Califano Museum Halle
In einer Halle im Stadtmuseum (in der Laurentina Straße) haben die Freunde des Sängers – der im Stadfriedhof in der Nazareno Strampelli Straße begraben ist – beschlossen einen Raum für die ErinnerungAn den Sänger zu eröffnen. Unter den Erinnerungen die vorgestellt werden, befinden sich dort die Briefe von Mina die er bekam und die Kollektion seiner 22 LPs.


Recopilación Manzù

La historia última de Ardea está relacionada con la de uno de los máximos escultores italianos: Giacomo Manzù. Era el 15 de octubre de 1964 cuando el artista, originario de Bergamo – cuyo verdadero apellido era Manzoni – decide mudarse a Campo del Fico, una de las mesetas a poca distancia del Acrópolis. Se había enamorado de este territorio a pocos pasos del mar, una vez llegado a Roma para la realización de la que luego habría sido la Puerta de la muerte en la Basilica de San Pedro, en el Vaticano. En 1981 abre al público la Recopilación Manzù, nacida gracias al Comité amigos de Manzù y después cedida al estado. En los espacios expositivos caben, entre las obras varias: el bajorrelieve “Adamo ed Eva con un cagnolino”, las elaboraciones en cuanto al tema de los Cardenales y al Papa Giovanni XXIII, los bocetos de las puertas del Duomo de Salisburgo y del de Rotterdam. En el Museo hay alrededor de noventa esculturas y cientos de obras gráficas. En el jardín, en cambio, la tumba del maestro.

Sala museo Franco Califano

En una sala del museo cívico la asociación constituida por los amigos del cantante Franco Califano – enterrado en el cementerio comunal de via Nazareno Strampelli – quiso montar un espacio con todos sus recuerdos. Entre estos, la carta que Mina le escribió, su piano y la colección de sus 22 Lp.

 

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