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COVID-19

19 Giugno 2020

EMERGENZA COVID-19: AGGIORNAMENTI

Aggiornamento epidemiologico COVID-19 Ardea

Aggiornamento COVID-19 22 Agosto 2020

Aggiornamento COVID-19 28 Agosto 2020

Aggiornamento COVID-19 1 Settembre 2020

Aggiornamento COVID-19 13 Settembre 2020

Aggiornamento COVID-19 16 Settembre 2020

Aggiornamento COVID-19 28 Settembre 2020

Aggiornamento COVID-19 5 ottobre 2020

Aggiornamento COVID-19 11 Ottobre 2020

Aggiornamento COVID-19 21 Ottobre 2020

Aggiornamento COVID-19 26 Ottobre 2020

Aggiornamento COVID-19 1 Novembre 2020

Aggiornamento COVID-19 7 Novembre 2020

Aggiornamento COVID-19 10 Novembre 2020

Aggiornamento COVID-19 15 Novembre 2020

Aggiornamento COVID-19 19 Novembre 2020

Aggiornamento COVID-19 23 Novembre 2020

Aggiornamento COVID-19 30 Novembre 2020

Aggiornamento COVID-19 3 Dicembre 2020

Aggiornamento COVID-19 8 Dicembre 2020

Aggiornamento COVID-19 14 Dicembre 2020

Aggiornamento COVID-19 18 Dicembre 2020

Aggiornamento COVID-19 21 Dicembre 2020

Aggiornamento COVID-19 24 Dicembre 2020

Aggiornamento COVID-19 28 Dicembre 2020

Aggiornamento COVID-19 31 Dicembre 2020

Aggiornamento COVID-19 4 Gennaio 2021

Aggiornamento COVID-19 7 Gennaio 2021

Aggiornamento COVID-19 11 Gennaio 2021

Aggiornamento COVID-19 14 Gennaio 2021

Aggiornamento COVID-19 18 Gennaio 2021

Aggiornamento COVID-19 25 Gennaio 2021

Aggiornamento COVID-19 1 Febbraio 2021

Aggiornamento COVID-19 8 Febbraio 2021

Aggiornamento COVID-19 12 Febbraio 2021

Aggiornamento COVID-19 18 Febbraio 2021

Aggiornamento COVID-19 22 Febbraio 2021

Aggiornamento COVID-19 25 Febbraio 2021

Aggiornamento COVID-19 1 Marzo 2021

Aggiornamento COVID-19 5 Marzo 2021

 

Aggiornamento 7 Marzo 2021

SOSPENSIONE TEMPORANEA PRENOTAZIONE ONLINE VACCINO SITO REGIONE LAZIO
Sono temporaneamente sospese le prenotazioni online per gli anni 65 e 64 ovvero i nati nel 1956 e 1957.
Da fonti ufficiali abbiamo appreso che nelle prossime ore sarà emanata la nuova circolare e per questo motivo si è deciso di sospendere provvisoriamente le prenotazioni affinché vi sia un pieno allineamento con le indicazioni nazionali.
I nati negli anni 1956 e 1957 possono comunque continuare a richiedere la vaccinazione presso i propri medici di medicina generale in attesa delle nuove disposizioni.
Rimangono inalterate le prenotazioni online per la fascia di età 79-78 ovvero i nati 1942 e 1943 e per le gravi vulnerabilità. Si conferma inoltre che verranno chiuse alle ore 24 di oggi le prenotazioni rivolte al personale scolastico che hanno raggiunto quota 130.000.

Aggiornamento 1 Marzo 2021

AVVIO VACCINAZIONE ANTI COVID19: ESTREMAMENTE VULNERABILI, POPOLAZIONE 79-78 ANNI E POPOLAZIONE 65-64 ANNI

Soggetti estremamente vulnerabili

Per i soggetti estremamente vulnerabili, così come individuati dal piano vaccini del Ministero della Salute, sono attivate 3 modalità di reclutamento:

  1. attraverso le strutture dove sono in carico per le cure e le terapie, da subito;
  2. attraverso il medico di famiglia, da subito;
  3. attraverso la prenotazione online, attiva da giovedì 4 marzo con i codici esenzione per patologia.

Per la prenotazione sarà necessario il codice esenzione  e la  tessera sanitaria.

Al momento della prenotazione sarà possibile scegliere il luogo dove vaccinarsi, in base alla prima disponibilità utile.

I genitori/caregiver dei soggetti in Assistenza Domiciliare Integrata sottoposti a ventilazione meccanica assistita possono prenotare la vaccinazione attraverso il numero 06164161841 a partire dalle ore 7:30 del 4 marzo.

 

Popolazione fascia 79-78 anni

Da venerdì 5 marzo le persone nate negli anni 1942 e 1943 potranno prenotare on-line il proprio vaccino anti COVID-19.

Per la prenotazione sarà necessaria la tessera sanitaria.

Al momento della prenotazione sarà possibile scegliere il luogo dove vaccinarsi, in base alla prima disponibilità utile.

 

Popolazione fascia 65-64 anni

Da lunedì 8 marzo le persone nate negli anni 1956 e 1957 potranno prenotare  la vaccinazione, oltre che dal proprio medico di medicina generale, anche online.

Per la prenotazione sarà necessaria la tessera sanitaria.

Al momento della prenotazione sarà possibile scegliere il luogo dove vaccinarsi, in base alla prima disponibilità utile.

 

Aggiornamento 22 Febbraio 2021

Il Consiglio dei Ministri ha approvato oggi, su proposta del Presidente Mario Draghi e del Ministro della salute Roberto Speranza, un Decreto-legge che introduce ulteriori disposizioni urgenti in materia di contenimento dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Alla luce dell’evoluzione della situazione epidemiologica il Decreto dispone la prosecuzione fino al 27 marzo 2021 del divieto di spostamento tra diverse Regioni e Province Autonome, fatti salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute.

E’ sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.

Il nuovo provvedimento dispone anche il divieto, nelle zone rosse, di spostarsi verso abitazioni private diverse dalla propria, salvo che gli spostamenti siano dovuti da esigenze lavorative, motivi di necessità o salute. Nelle zone arancioni tali spostamenti restano consentiti tra le ore 5 e le ore 22 all’interno dello stesso Comune, nelle zone gialle, invece, all’interno della propria Regione. Sia nelle zone arancioni che in quelle gialle gli spostamenti verso le abitazioni private diverse dalla propria sono consentiti fino a un massimo di due persone, che possono portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali esercitino la responsabilità genitoriale) e le persone conviventi disabili o non autosufficienti.

Nelle zone arancioni, per i Comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti, sono consentiti gli spostamenti anche verso Comuni diversi, purché entro i 30 chilometri dai confini.

Aggiornamento 20 Febbraio 2021

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, il 19 febbraio 2021 ha firmato, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di regia, una nuova Ordinanza volta a contenere la diffusione dell’epidemia da nuovo coronavirus.

L’ Ordinanza, pubblicata in Gazzetta Ufficiale sabato 20 febbraio 2021, entrerà in vigore domenica 21 febbraio 2021.

Il nuovo provvedimento dispone il passaggio in area arancione delle Regioni Campania, Emilia Romagna e Molise.

Complessivamente, quindi, la ripartizione delle Regioni e Province Autonome nelle aree gialla, arancione e rossa, a partire dal 21 febbraio 2021 è la seguente:

  • area gialla: Calabria, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Valle d’Aosta, Veneto
  • area arancione: Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Liguria, Molise, Toscana, Provincia Autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Umbria.
  • area rossa: nessuna Regione.

Aggiornamento 1 Febbraio 2021

Da lunedì 1° febbraio le persone con età pari o superiore ad 80 anni potranno prenotare il proprio vaccino anti Covid-19.
Sono inclusi nella campagna di vaccinazione anche tutti i nati nel 1941.
Per prenotare è sufficiente il codice fiscale.

Potranno prenotare la vaccinazione anche familiari o conoscenti, con il codice fiscale della persona interessata.
La somministrazione dei vaccini avrà inizio l’8 febbraio.

Il servizio di prenotazione è attivo dalle ore 12 del 01/02/2021.

Link prenotazione:

https://www.salutelazio.it/campagna-di-vaccinazione-anti-covid-19

Aggiornamento 29 Gennaio 2021

Dal 1 febbraio il Lazio torna in Zona Gialla, le nuove norme saranno in vigore fino a nuova Ordinanza del Ministero della Salute.

Spostamenti:

È consentito spostarsi tra le ore 5.00 e le ore 22.00, all’interno della propria Regione o Provincia autonoma, nel rispetto delle specifiche restrizioni introdotte per gli spostamenti verso le altre abitazioni private abitate,
Gli spostamenti verso altre Regioni o Province autonome sono consentiti esclusivamente per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute.

Resta in vigore anche il cosiddetto “coprifuoco”: dalle ore 22.00 alle 5.00 sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute.

Visite a parenti o amici:

È consentito, una sola volta al giorno, spostarsi verso un’altra abitazione privata abitata della stessa Regione o Provincia autonoma, tra le ore 5.00 e le 22.00, a un massimo di due persone, oltre a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione.
La persona o le due persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che convivono con loro.

Bar e Ristorazione
È possibile consumare cibi e bevande all’interno dei bar, dei ristoranti e delle altre attività di ristorazione, dalle 5.00 alle 18.00. Negli stessi orari è consentita senza restrizioni la vendita con asporto di cibi e bevande. La vendita con asporto è possibile anche dalle 18.00 alle 22.00, ma è vietata in tali orari ai soggetti che svolgono come attività prevalente quella di bar senza cucina (e altri esercizi simili – codice ATECO 56.3) o commercio al dettaglio di bevande (codice ATECO 47.25).
La consegna a domicilio è consentita senza limiti di orario, ma deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti.

 
Attività commerciali al dettaglio e centri commerciali
Nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole.
Le attività commerciali al dettaglio si svolgono comunque a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni.

Nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all’interno dei mercati e dei centri commerciali, gallerie commerciali, parchi commerciali ed altre strutture ad essi assimilabili, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie
 
Cultura 
Il servizio di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura (di cui all’articolo 101 del Codice dei beni culturali e del paesaggio) è assicurato, dal lunedì al venerdì, con esclusione dei giorni festivi, con modalità di fruizione contingentata e nel rispetto delle misure anti-Covid. Alle stesse condizioni sono aperte al pubblico anche le mostre.
 
Attività motoria o sportiva
È possibile praticare l’attività venatoria. rimanendo sempre all’interno della propria Regione o Provincia autonoma.
Le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere e centri termali sono sospese, fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza per le attività riabilitative o terapeutiche e per gli allenamenti degli atleti, professionisti e non professionisti, che devono partecipare a competizioni ed eventi riconosciuti di rilevanza nazionale con provvedimento del CONI o del CIP.

 

Aggiornamento 14 Gennaio 2021

NUOVO DECRETO LEGGE COVID-19 13 GENNAIO 2021

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro della salute Roberto Speranza, ha approvato un decreto-legge che introduce ulteriori disposizioni urgenti per il contenimento della diffusione del COVID-19.

Il testo proroga, al 30 aprile 2021, il termine entro il quale potranno essere adottate o reiterate le misure finalizzate alla prevenzione del contagio ai sensi dei decreti-legge n. 19 e 33 del 2020.

Il decreto conferma, fino al 15 febbraio 2021, il divieto già in vigore di ogni spostamento tra Regioni o Province autonome diverse, con l’eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.

Inoltre, dal 16 gennaio 2021 e fino al 5 marzo 2021, sull’intero territorio nazionale si applicano le seguenti misure:

– è consentito, una sola volta al giorno, spostarsi verso un’altra abitazione privata abitata, tra le 5.00 e le ore 22.00, a un massimo di due persone ulteriori a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione. La persona o le due persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che con loro convivono. Tale spostamento può avvenire all’interno della stessa Regione, in area gialla, e all’interno dello stesso Comune, in area arancione e in area rossa, fatto salvo quanto previsto per gli spostamenti dai Comuni fino a 5.000 abitanti;

– qualora la mobilità sia limitata all’ambito territoriale comunale, sono comunque consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia;

– è istituita una cosiddetta area “bianca”, nella quale si collocano le Regioni con uno scenario di “tipo 1”, un livello di rischio “basso” e una incidenza dei contagi, per tre settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti. In area “bianca” non si applicano le misure restrittive previste dai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri (DPCM) per le aree gialle, arancioni e rosse ma le attività si svolgono secondo specifici protocolli. Nelle medesime aree possono comunque essere adottate, con DPCM, specifiche misure restrittive in relazione a determinate attività particolarmente rilevanti dal punto di vista epidemiologico.

In considerazione della necessità di agevolare l’attuazione del piano vaccinale per la prevenzione del contagio da COVID-19, in coerenza con le vigenti disposizioni europee e nazionali in materia di protezione dei dati personali, è istituita, una piattaforma informativa nazionale idonea ad agevolare, sulla base dei fabbisogni rilevati, le attività di distribuzione sul territorio nazionale delle dosi vaccinali, dei dispositivi e degli altri materiali di supporto alla somministrazione, e il relativo tracciamento. Inoltre, su istanza della Regione o Provincia autonoma interessata, la piattaforma nazionale esegue, in sussidiarietà, le operazioni di prenotazione delle vaccinazioni, di registrazione delle somministrazioni dei vaccini e di certificazione delle stesse, nonché le operazioni di trasmissione dei dati al Ministero della salute.

 

 

Aggiornamento 5 Gennaio 2021

COVID19: NUOVI PROVVEDIMENTI DA PARTE DEL GOVERNO
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro della salute Roberto Speranza, ha approvato un decreto-legge che introduce ulteriori disposizioni urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.
Questi i punti principali:
Dal 7 al 15 gennaio 2021 stop spostamenti tra Regioni
Per il periodo compreso tra il 7 e il 15 gennaio 2021, sono vietati, su tutto il territorio nazionale, gli spostamenti tra regioni o province autonome diverse, tranne che per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, con esclusione degli spostamenti verso le seconde case ubicate in altra regione o provincia autonoma
Weekend 9-10 gennaio in zona arancione con deroga “piccoli Comuni” confermata
Nei giorni 9 e 10 gennaio 2021, si applicano, su tutto il territorio nazionale, le misure previste per la cosiddetta “zona arancione” (articolo 2 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 dicembre 2020). Saranno comunque consentiti, negli stessi giorni, gli spostamenti dai Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, entro 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.
Zona rossa, prevista “visita a casa” nel proprio Comune
Il testo prevede che dal 7 al 15 gennaio, nei territori inseriti nella cosiddetta “zona rossa”, sia possibile spostarsi, una sola volta al giorno, in un massimo di due persone, verso una sola abitazione privata del proprio Comune. Alla persona o alle due persone che si spostano potranno accompagnarsi i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che con queste persone convivono.
Resta ferma, per tutto il periodo compreso tra il 7 e il 15 gennaio 2021, l’applicazione delle altre misure previste dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 dicembre 2020 e dalle successive ordinanze.
Nuovi criteri per le fasce di rischio
Il testo rivede i criteri per l’individuazione degli scenari di rischio sulla base dei quali saranno applicate le misure previste per le zone “arancioni” e “rosse”.
Scuole superiori in classe dall’11 gennaio
Il testo interviene, inoltre, sull’organizzazione dell’attività didattica nelle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado, con la previsione della ripresa dell’attività in presenza, per il 50 per cento degli studenti, a partire dal prossimo 11 gennaio.
Specifiche procedure per il consenso alla somministrazione del vaccino
Il decreto-legge prevede, infine, per l’attuazione del piano di somministrazione del vaccino contro il COVID-19, (articolo 1, comma 457, della legge 30 dicembre 2020, n. 178), specifiche procedure per l’espressione del consenso alla somministrazione del trattamento, per gli ospiti di residenze sanitarie assistite (o altre strutture analoghe), che siano privi di tutore, curatore o amministratore di sostegno e che non siano in condizione di poter esprimere un consenso libero e consapevole alla somministrazione del vaccino.

 

Aggiornamento 22 Dicembre 2020

Modello autodichiarazione stampabile

modello_autodichiarazione

 

Aggiornamento 21 Dicembre 2020

RISPOSTE ALLE DOMANDE PIU’ FREQUENTI SUL DECRETO NATALE

AGGIORNAMENTO 18 DICEMBRE 2020

RESTRIZIONI “DECRETO NATALE”

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al decreto sulle nuove restrizioni per le festività natalizie.
Dal 24 dicembre al 6 gennaio l’Italia sarà zona rossa nei giorni festivi e prefestivi e zona arancione nei giorni lavorativi.
“DECRETO NATALE”
🔴ZONA ROSSA ➡️ 24, 25, 26, 27, 31 DICEMBRE 2020 E 1, 2, 3, 5, 6 GENNAIO 2021
🟠ZONA ARANCIONE ➡️ 28, 29, 30 DICEMBRE 2020 E 4 GENNAIO 2021
Nella conferenza stampa, il Presidente del Consiglio ha illustrato il “Decreto Natale”. Dal 24 Dicembre fino al 6 Gennaio l’intera nazione italiana sarà un’unica zona rossa, ad eccezione di quattro giorni arancioni (28, 29, 30 Dicembre 2020 e 4 Gennaio 2021).
Durante i “giorni rossi” il coprifuoco resta dalle ore 22.00 alle ore 5.00 e massimo due persone non conviventi possono far visita ad amici o parenti (che potranno essere accompagnati da minori di 14 anni) che abitano nella stessa regione.
Negozi, ristoratori e spostamenti: tutte le differenze tra cosa prevedono le zone rosse e le zone arancioni le trovate nelle slide sotto riportate
Si ricorda che dal 21 dicembre non è possibile muoversi fra regioni.

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Coronavirus: sintomi, trasmissione, incubazione, prevenzione

Cosa sono i coronavirus e cos’è il SARS-CoV-2
coronavirus (CoV) sono un’ampia famiglia di virus respiratori che possono causare malattie da lievi a moderate, dal comune raffreddore a sindromi respiratorie come la MERS (sindrome respiratoria mediorientale) e la SARS (sindrome respiratoria acuta grave). Sono virus RNA a filamento positivo, con aspetto simile a una corona al microscopio elettronico (da qui il loro nome).

I coronavirus sono stati identificati a metà degli anni ’60 e sono noti per infettare l’uomo e alcuni animali (inclusi uccelli e mammiferi). Le cellule bersaglio primarie sono quelle epiteliali del tratto respiratorio e gastrointestinale.

Ad oggi, sette coronavirus hanno dimostrato di essere in grado di infettare l’uomo: comuni in tutto il mondo, alcuni sono stati identificati diversi anni fa (i primi a metà degli anni Sessanta) e alcuni nel nuovo millennio.

Coronavirus umani comuni:
– HCoV-229E (Alphacoronavirus)
– HCoV-NL63 (Alphacoronavirus)
– HCoV-OC43 (Betacoronavirus)
– HCoV-HKU1 (Betacoronavirus)

Essi possono causare raffreddori comuni, ma anche gravi infezioni del tratto respiratorio inferiore.

Altri coronavirus umani (Betacoronavirus):
– MERS-CoV (Betacoronavirus che causa la Middle East respiratory syndrome)
– SARS-CoV (Betacoronavirus che causa la Severe acute respiratory syndrome)
– SARS-CoV-2 (il Betacoronavirus che che causa la COVID-19)

Il virus responsabile dell’epidemia attuale è un nuovo ceppo di coronavirus mai identificato in precedenza nell’uomo. La comparsa di nuovi virus patogeni per l’uomo, precedentemente circolanti solo nel mondo animale, è un fenomeno ampiamente conosciuto (chiamato spill over o salto di specie) e si pensa che possa essere alla base anche dell’origine del nuovo coronavirus. Al momento la comunità scientifica sta cercando di identificare la fonte dell’infezione. Le evidenze attualmente disponibili suggeriscono che SARS-CoV-2 abbia un’origine animale e che non sia un virus costruito. Molto probabilmente il reservoir ecologico di SARS-CoV-2 risiede nei pipistrelli (fonte: OMS).

Il 12 febbraio 2020 l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha identificato il nome definitivo della malattia in COVID-19, abbreviazione per coronavirus disease 2019. Nello stesso giorno la Commissione internazionale per la tassonomia dei virus (International Committee on Taxonomy of Viruses – ICTV) ha assegnato il nome definitivo al virusche causa la malattia: SARS-CoV2, sottolineando che si tratta di un virus simile a quello della SARS (si classifica geneticamente all’interno del sottogenere Betacoronavirus Sarbecovirus).

Sintomi
sintomi più comuni di COVID-19 sono:

febbre ≥ 37,5°C e brividi
tosse di recente comparsa
difficoltà respiratorie
perdita improvvisa dell’olfatto (anosmia) o diminuzione dell’olfatto (iposmia), perdita del gusto (ageusia) o alterazione del gusto (disgeusia)
raffreddore o naso che cola
mal di gola
diarrea (soprattutto nei bambini).

I sintomi dell’influenza, almeno in una fase iniziale, sono molto simili a quelli di altre infezioni respiratorie, compreso il nuovo coronavirus SARS-CoV-2. Come evidenziato dall’ISS dal recente studio sui casi italiani, febbre e difficoltà respiratorie insieme sono i sintomi iniziali più comuni per la Covid-19.

Alcune persone si infettano ma non sviluppano alcun sintomo. La maggior parte dei casi attualmente confermati – soprattutto i bambini e i giovani adulti – sembra avere una malattia lieve, simil-influenzale, e a inizio lento.  Ma la malattia può progredire verso una forma più grave: polmonite, insufficienza respiratoria acuta grave, insufficienza renale e in alcuni casi morte. Chi si ammala gravemente e presenta difficoltà respiratorie ha bisogno del ricovero in ambiente ospedaliero. I dati preliminari provenienti dall’UE/SEE mostrano che circa il 20-30% dei casi di COVID-19 vengono ospedalizzati e il 4% sviluppa una forma grave della malattia. I tassi di ospedalizzazione sono più elevati per le persone di oltre 60 anni e per quelle con patologie sottostanti.

Allergia o Covid-19?
Alcuni sintomi tipici delle allergie respiratorie quali la rinite, la congiuntivite e l’oculorinite possono essere confusi con i sintomi del COVID19. Cosa fare per distinguere i sintomi dell’allergia stagionale dai sintomi del COVID19?

Contatta sempre il medico di medicina generale o il tuo medico specialista di fiducia se non hai mai sofferto di allergie respiratorie prima, oppure se sei un paziente allergico e la terapia abituale non attenua i tuoi sintomi, o ancora se ai tuoi sintomi si aggiunge la febbre

 

Persone più a rischio di sviluppare forme gravi di malattia
Le persone anziane (con più di 70 anni) e quelle con altre patologie preesistenti, come ipertensione arteriosa, problemi cardiaci, diabete, malattie respiratorie croniche, cancro e i  pazienti immunodepressi (per patologia congenita o acquisita,  trapiantati o in trattamento con farmaci immunosoppressori) hanno più probabilità di sviluppare forme gravi di malattia.

A tutte le persone anziane, o affette da una o più patologie croniche o con stati di immunodepressione congenita o acquisita, è raccomandato di ridurre le uscite dalla propria abitazione o dimora ai soli casi di stretta necessità e di evitare comunque luoghi affollati nei quali non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

 

Persone più a rischio di contrarre l’infezione
Le persone che vivono o che hanno viaggiato in aree a rischio di infezione da nuovo coronavirus,  oppure le persone che rispondono ai criteri di contatto stretto con un caso confermato o probabile di COVID-19.

Le aree a rischio di infezione da nuovo coronavirus sono quelle in cui è presente la trasmissione locale di SARS-CoV-2, come identificate dall’Organizzazione mondiale della sanità. Queste vanno differenziate dalle aree nelle quali sono presenti solo casi importati.

Anche gli operatori sanitari possono essere a maggior rischio di contrarre la malattia perché entrano in contatto con i pazienti più spesso di quanto non faccia la popolazione generale. L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) raccomanda che gli operatori sanitari applichino adeguate misure di prevenzione e controllo delle infezioni in generale e delle infezioni respiratorie, in particolare.

bambini costituiscono finora una percentuale molto bassa dei casi COVID-19 segnalati: circa l’1% di tutti i casi segnalati ha età inferiore a 10 anni e il 4% ha età compresa tra 10 e 19 anni. I bambini sembrano avere la stessa probabilità degli adulti di essere infettati, ma presentano un rischio molto inferiore rispetto agli adulti di sviluppare sintomi o forme gravi di malattia.

 

Incubazione
E’ il periodo di tempo che intercorre fra il contagio e lo sviluppo dei sintomi clinici. Recenti evidenze fornite dallo European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) sul periodo di incubazione del virus delimitano il periodo tra 2 e 12 giorni, fino ad un massimo di 14 giorni.

 

Come si trasmette la malattia
Molti coronavirus possono essere trasmessi da persona a persona, di solito dopo un contatto stretto con un paziente infetto, ad esempio tra familiari o in ambiente sanitario. Anche il nuovo coronavirus responsabile della malattia respiratoria COVID-19 può essere trasmesso da persona a persona tramite un contatto stretto con un caso probabile o confermato.

Contatto stretto. Il nuovo coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso il contatto stretto con una persona infetta. La via primaria di trasmissione sono le goccioline del respiro (droplets) delle persone infette ad esempio tramite:
– saliva, tossendo e starnutendo
– contatti diretti personali
– mani, ad esempio toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi

Per evitare il contatto con queste goccioline, è importante stare ad almeno 1 metro di distanza dagli altri, lavare frequentemente le mani e coprire la bocca e naso con un fazzoletto o con un gomito piegato, quando si starnutisce o si tossisce. Quando il distanziamento fisico (in piedi a un metro o più di distanza) non è possibile, una misura importante per proteggere gli altri è quella di indossare una mascherina ed è fondamentale lavarsi frequentemente le mani.
In casi rari il contagio può avvenire attraverso contaminazione fecale.

Secondo i dati attualmente disponibili, le persone sintomatiche sono la causa più frequente di diffusione del virus. Tuttavia, le evidenze attuali suggeriscono che la trasmissione possa avvenire anche da una persona infetta con solo sintomi lievi. Alcuni rapporti hanno indicato, inoltre, che anche le persone senza sintomi possono trasmettere il virus. Questo è particolarmente vero nelle prime fasi della malattia, in particolare due giorni prima di sviluppare sintomi. Sono in corso studi per capire con quale frequenza ciò avvenga.

Polveri sottili, aerosol. Attualmente sono in corso studi sulla capacità dei virus di attaccarsi alle polveri sottili presenti nell’aria e di essere così trasportati dal vento per ampie distanze o restare in sospensione nell’aria ma ad oggi non ci sono evidenze scientifiche della permanenza del nuovo coronavirus nell’aria al di là delle distanze di sicurezza menzionate sopra in condizioni normali.

Sono in corso studi anche per verificare la trasmissione del virus per aerosol: alcune procedure mediche, come quelle effettuate in ambiente ospedaliero nell’assistenza a pazienti COVID-19, possono produrre goccioline droplet molto piccole (chiamate nuclei di goccioline aerosolizzate o aerosol) che sono in grado di rimanere a lungo sospese nell’aria e possono potenzialmente essere inalate da altre persone se non indossano adeguati dispositivi di protezione individuale.


Sono stati segnalati focolai COVID-19 in alcuni ambienti chiusi, quali ristoranti, locali notturni, luoghi di culto e di lavoro in cui le persone possono urlare, parlare o cantare. In questi focolai, non è possibile escludere la trasmissione per aerosol, in particolare in luoghi chiusi, affollati e poco ventilati in cui le persone infette trascorrono lunghi periodi di tempo con gli altri. Sono necessari ulteriori studi per indagare su tali episodi e valutarne l’importanza per la trasmissione del virus.

Oggetti e superfici contaminati.

La trasmissione indiretta può avvenire attraverso oggetti o superfici contaminati. In base a informazioni preliminari il virus può sopravvivere alcune ore sulle superfici ma gli studi sono ancora in corso.
Normalmente le malattie respiratorie non si trasmettono con gli alimenti, che comunque devono essere manipolati rispettando le buone pratiche igieniche ed evitando il contatto fra alimenti crudi e cotti. Sono in corso studi per comprendere meglio le modalità di trasmissione del virus.

Zecche e zanzare. Ad oggi non c’è alcuna evidenza scientifica di una trasmissione del virus Sars-Cov-2 attraverso insetti che succhiano il sangue, come zecche o zanzare, che invece possono veicolare altri tipi di virus (detti arbovirus), responsabili di malattie come la dengue e la febbre gialla.

I dati preliminari di uno studio condotto dall’Istituto superiore di Sanità (ISS) ha verificato che sia la zanzara tigre (Aedes albopictus) che la zanzara comune (Culex pipiens) non sono in grado di trasmettere il virus responsabile della Covid-19. Al loro interno, infatti, il Sars-Cov-2 “non è in grado di replicarsi” e quindi, anche qualora dovessero pungere una persona contagiata, non potrebbero inocularlo. La ricerca, condotta da virologi ed entomologi dell’ISS in collaborazione con l’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, ha mostrato che il Sars-Cov-2, una volta penetrato all’interno della zanzara attraverso un pasto di sangue infetto, non è in grado di replicarsi e quindi non può essere successivamente inoculato dalla zanzara attraverso una puntura.

 

Chi è un caso sospetto, un caso probabile, un caso confermato, un contatto stretto
Le definizioni si basano sulle informazioni attualmente disponibili e sono dettagliate negli allegati 1 e 2 della circolare Ministero salute 9 marzo 2020 e possono essere riviste in base all’evoluzione della situazione epidemiologica e delle conoscenze scientifiche disponibili.

Come gestire un contatto stretto.

Sulla base delle Ordinanze ministeriali, le autorità sanitarie territorialmente competenti devono applicare ai contatti stretti di un caso probabile o confermato la misura della quarantena con sorveglianza attiva, per quattordici giorni.

 

Paziente clinicamente guarito, guarito e soggetto asintomatico: definizioni del Comitato tecnico-scientifico nazionale
Si definisce clinicamente guarito da Covid-19, un paziente che, dopo aver presentato manifestazioni cliniche (febbre, rinite, tosse, mal di gola, eventualmente dispnea e, nei casi più gravi, polmonite con insufficienza respiratoria) associate all’infezione virologicamente documentata da SARS-CoV-2, diventa asintomatico per risoluzione della sintomatologia clinica presentata. Il soggetto clinicamente guarito può risultare ancora positivo al test per la ricerca di SARS-CoV-2.

Il paziente guarito è colui il quale risolve i sintomi dell’infezione da Covid-19 e che risulta negativo in due test consecutivi, effettuati a distanza di 24 ore uno dall’altro, per la ricerca di SARS-CoV-2.

La definizione di eliminazione (“clearance”) del virus indica la scomparsa di RNA del SARS-CoV-2 rilevabile nei fluidi corporei, sia in persone che hanno avuto segni e sintomi di malattia, sia in persone in fase asintomatica senza segni di malattia. Per il soggetto asintomatico, si ritiene opportuno suggerire di ripetere il test per documentare la negativizzazione non prima di 14 giorni (durata raccomandata del periodo d’isolamento/quarantena) dal riscontro della positività. La definizione di scomparsa dell’RNA virale è attualmente data dall’esecuzione di due test molecolari, effettuati normalmente a distanza di 24 ore, aventi entrambi esito negativo.

 

Quarantena, sorveglianza attiva e isolamento 
La quarantena è un periodo di isolamento e di osservazione che si attua ad una persona sana (contatto stretto) che è stata esposta ad un caso COVID-19, con l’obiettivo di monitorare i sintomi e assicurare l’identificazione precoce dei casi. Per COVID-19 il periodo di quarantena è di 14 giorni successivi alla data dell’ultima esposizione (periodo massimo di incubazione della malattia, se il contatto dovesse avere acquisito l’infezione).

Le persone in quarantena devono rimanere a casa, monitorare il loro stato di salute e seguire le indicazioni igienico-sanitarie indicate dall’operatore di sanità pubblica e previste dalla normativa vigente.

Alle persone in quarantena viene chiesto di:
▪️ mantenere l’isolamento per 14 giorni dall’ultima esposizione
▪️ non avere contatti sociali ed evitare contatti stretti, anche indossando la mascherina chirurgica, con eventuali conviventi
▪️ rimanere raggiungibili per le attività di sorveglianza a cura del personale sanitario della ASL competente
▪️ non effettuare spostamenti o viaggi
▪️ osservare scrupolosamente le ordinarie misure igieniche
▪️ misurare la temperatura corporea due volte al giorno (la mattina e la sera)

In caso di comparsa di sintomi la persona in sorveglianza deve:
– avvertire immediatamente il medico di famiglia/pediatra/Servizio di Igiene pubblica
– indossare la mascherina chirurgica e allontanarsi dagli altri conviventi
– rimanere nella sua stanza con la porta chiusa, garantendo un’adeguata ventilazione naturale, in attesa delle decisioni delle autorità sanitarie competenti

Cosa fare al termine della quarantena per rientrare al lavoro. Al termine della quarantena
se non sono comparsi sintomi, la persona può rientrare al lavoro ed il periodo di assenza risulta coperto dal certificato emesso all’inizio del periodo di isolamento.

L’isolamento viene utilizzato per separare le persone affette da una malattia contagiosa confermata da quelle sane, al fine di  prevenire la diffusione dell’infezione, durante il periodo di trasmissibilità (fino a risoluzione della sintomatologia e a due test negativi per la ricerca di SARS-CoV-2 a distanza di almeno 24 ore l’uno dall’altro).

Le persone in isolamento devono:
– rimanere a casa
– separarsi dagli altri conviventi (rimanendo chiusi in una stanza ed utilizzando, se disponibile, un bagno separato)
– monitorare il loro stato di salute con il supporto degli operatori sanitari della ASL competente
– seguire tutte le indicazioni igienico-sanitarie fornite dagli operatori sanitari e previste dalla normativa vigente

Come funziona l’isolamento domiciliare.

 Il Servizio di igiene pubblica informa il medico di medicina generale/pediatra di libera scelta, da cui il soggetto è assistito, che il soggetto è stato posto in isolamento per motivi di sanità pubblica. Se l’individuo in isolamento condivide lo stesso domicilio con altre persone, anche a loro è raccomandato di osservare le medesime precauzioni.

La persona in isolamento, anche se asintomatica, viene monitorata dal medico di famiglia e/o dagli operatori sanitari della ASL territorialmente competente. Viene inoltre istruita dagli operatori sanitari su sintomi, caratteristiche di contagiosità, modalità di trasmissione della malattia, misure da attuare per proteggere gli eventuali conviventi.

Cosa fare per rientrare a lavoro quando il paziente in isolamento è guarito.

Un paziente può rientrare a lavoro e considerarsi guarito quando risolve i sintomi dell’infezione da COVID-19 e risulta negativo in due tamponi consecutivi, effettuati a distanza di 24 ore uno dall’altro, per la ricerca di SARS-CoV-2.

La sorveglianza attiva è una misura durante la quale l’operatore di sanità pubblica provvede a contattare quotidianamente, per avere notizie sulle condizioni di salute, la persona in sorveglianza.

 

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